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sabato 9 giugno 2012

STRONGOLI : 45 GIORNI DI VERIFICHE DA PARTE DELL'ARPACAL


Tra 45 giorni,  i cittadini di Strongoli sapranno se Biomasse  e l’azienda per lo smaltimento di amianto alla stazione di Strongoli, sono nocive per la salute pubblica ed inquinano l’ambiente. Nei giorni scorsi il primo cittadino di Strongoli , Luigi Arrighi , vista la criticità della situazione ambientale , con una richiesta scritta ed indirizzata all’ARPACAL di Crotone ha chiesto di effettuare le misurazioni delle emissioni acustiche e del rilascio di cattivi odori da parte dello stabilimento Biomasse s.p.a. di Strongoli ubicata sulla ss 106. In seguito alla comunicazione del sindaco Arrighi , l’Arpacal nella giornata di ieri ha provveduto ad iniziare un iter di verifica dell’inquinamento acustico e ambientale che durerà ben 45 giorni mettendo a disposizione una stazione mobile che effettuerà i controlli sul territorio Strongolese. E’ già attiva da due mesi ,nei pressi della scuola elementare  di marina di Strongoli , una centralina installata da Arpacal che ha la funzione di misurare le polveri e l’inquinamento ambientale.  La stazione mobile dell’Arpacal  nei primi quindici giorni sarà nei pressi della scuola della marina a misurare l’inquinamento , nei quindici giorni successivi sarà di fronte a biomasse sulla s.s. 106 e negli altri quindici giorni restanti ,nel piazzale adiacente la stazione di Strongoli. Siamo certi che , afferma Arrighi , avremmo la possibilità di verificare tramite un’Azienda seria come l’Arpacal , lo stato di inquinamento della nostra cittadina. Dopo l’incontro con il prefetto avvenuto nei giorni scorsi, continua Arrighi , ho dovuto abbandonare la proposta dell’associazione Ambiente e Vita la  quale chiedeva di incaricare Nanodiagnostics Srl per effettuare i controlli necessari acustici ed ambientali , ma vista l’ingente somma chiesta inizialmente , 25.000 euro , abbiamo provveduto a contattare l’azienda Arpacal, i quali tuteleranno a pieno la nostra salute.

Ercole Caligiuri

giovedì 17 maggio 2012

L' ACQUA E' INQUINATA: INDAGATE 26 PERSONE TRA CUI IL NEO SINDACO DI CATANZARO


Neanche il tempo di insediarsi che il neo sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, risulta indagato, in qualità di presidente della Sorical ( società risorse idriche calabresi ) insieme ad altre 26 persone. Carenze igienico-strutturali, questa la motivazione che ha portato stamane la Procura di Vibo Valentia a disporre il sequestro dell'invaso artificiale "Alaco", tra le province di Catanzaro e Vibo, e di tutti gli apparati idrici che costituiscono lo schema che porta l'acqua nelle case dei cittadini. L’acqua è sporca e non potabile risultando essere potenzialmente pericolosa per la salute delle persone. Per questo motivo, sono scattati 26 avvisi di garanzia, tra i quali, Sergio Abramo, l’attuale sindaco di Vibo Valentia Nicola D’ Agostino ed il suo predecessore Franco Sammarco. Anche dirigenti e tecnici della società risultano essere nel registro degli indagati e compaiono nomi di persone delle Aziende sanitarie provinciali e dirigenti regionali dell’ Arpacal ( agenzia regionale protezione ambiente calabria ). Il Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo ha dichiarato che “ si è trattato di un lavoro estremamente impegnativo portato avanti dagli investigatori da cui è emerso un quadro estremamente grave, con pregiudizio della salute pubblica”. Infine, ha concluso, “ le indagini proseguono per definire le responsabilità penali delle persone coinvolte e ricostruire in termini di assoluta precisione i fatti oggetto dell'inchiesta''. Un’ inchiesta che vede coinvolte società che dovrebbero garantire la protezione della salute dei cittadini ma che invece fanno l’estremo contrario.